Alcuni punti di vista (dal Notiziario UMI- dicembre 2007)
“È utile chiamare laboratorio una situazione in cui lo studente è attivo e mette le proprie idee, le proprie conoscenze in relazione con fenomeni, fatti e problemi: confrontando le osservazioni con le attese che vengono dai propri modelli interpretativi del mondo, formulando ulteriori modelli e ipotesi/congetture, progettando azioni, esperimenti e osservazioni mirate, che consentano di confutare o confermare tali modelli. Nel laboratorio si usano le mani e il corpo, si opera con oggetti concreti, si usano tecniche e strumenti, si misura e si documenta. Nel laboratorio si discute con i compagni di lavorare con l’insegnante sull’interpretazione di quello che accade, si progettano azioni e attività di gruppo, si comunica con altri. In questo senso, quello che soprattutto contraddistingue il laboratorio sono l’atteggiamento e il modo di pensare e di operare, più che la presenza di attrezzature e strumenti speciali”(Gabriele Anzellotti)
“Così come i laboratori di fisica, anche quelli di matematica sono i benvenuti, purché sia chiaro quale sia il loro scopo e la loro funzione: stimolare e interessare gli studenti. Non è cosa da poco, e forse è anche la parte più divertente (anche se bisognerebbe guardare più da vicino come possano effettivamente svolgersi questi laboratori: quanto tempo in percentuale possono occupare e quali capacità richiedono agli insegnanti) ma non è la parte essenziale dell’insegnamento”. (Enrico Giusti)
Risposta del Presidente UMI all'editoriale apparso sul Periodico di Matematiche, Numero 3, Vol. 4, Set-Dic 2012
COMUNICATO UMI-CIIM sulla bozza ministeriale relativa alla nuove classi di concorso
Convegno Nazionale "La storia della matematica in classe: dalle materne alle superiori", Ivrea 14-16 Marzo 2013 (manifesto convegno)
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