Collana Nuove Convergenze

COLLANA NUOVE CONVERGENZE: strumenti per l’insegnamento della Matematica

Se c’è un argomento o un tema che non sembra mai passare di attualità nel panorama della scuola italiana, esso è certamente l’insegnamento della matematica. Malgrado infatti tutte le riflessioni, le  iniziative, gli sforzi che si sono susseguiti per decenni, restano poco scalfiti il problema dei risultati  sempre piuttosto insoddisfacenti che si riescono ad ottenere dagli studenti e il fenomeno del rifiuto  di questa disciplina. Non che analoghe questioni e urgenze non si pongano per altre materie, ma è  difficile negare che con la matematica c’è un qualcosa in più. Forse perché si continua a pensare che  una buona capacità matematica sia indice di una speciale qualità dell’intelligenza di una persona,  forse perché si pensa sempre alla matematica come una disciplina più difficile di altre, sta di fatto  che oltre e accanto alle problematiche più propriamente disciplinari e cognitive sempre emergono  aspetti psicologici, qualche volta positivi fino all’esaltazione ma più spesso negativi fino alla  disperazione, con risvolti che coinvolgono gli studenti e non soltanto loro.

Una collana dunque interamente dedicata ai problemi dell’insegnamento della matematica: è questa  la presente proposta, che prosegue ed approfondisce l’esperienza già avviata negli anni passati con  lo stesso titolo per i tipi della Springer. Una collana per provare a discutere di varie questioni e  argomenti particolari, per dare voce a nuove linee di ricerca, anche in ragione dei continui  significativi mutamenti della nostra società, che molto influenzano il modo di porsi dei ragazzi  rispetto alla conoscenza; ma anche per riscoprire le idee di autori già classici alle quali è spesso  vantaggioso continuare a fare riferimento. Una collana dedicata ai tanti insegnanti che lavorano  nella scuola, ma anche a un pubblico, che si scopre sempre essere più vasto di quanto si pensi, di  persone semplicemente interessate ad un mondo di avventure intellettuali e di idee innovative talora  audaci. Occorre in effetti un bel po’ di audacia quando si cerca di accostare e se possibile conciliare  il rigore e la precisione che si ritiene saldamente caratterizzino la matematica con gli aspetti  psicologici, sociali, relazionali, in una parola umani, che sono propri del contesto educativo.

Forse è proprio questa la chiave di lettura dell’intera collana, nella quale pure troveranno posto linee  e opinioni assai diverse fra loro: tenere insieme questi due aspetti, senza sacrificare nessuno dei due,  non lo stile rigoroso della matematica, non gli aspetti umani propri dell’impresa educativa. Questo  almeno è l’intento dei curatori della collana: L’Unione matematica Italiana (UMI) e la sua  Commissione Italiana per l’Insegnamento della Matematica (CIIM). Diranno un po’ alla volta i  lettori se ci saremo riusciti.

 

Titoli pubblicati

(L’eventuale acquisto dei testi della collana può avvenire, oltre che in libreria, anche attraverso il sito di UTET Università (http://www.utetuniversita.it/catalogo/scienze/), che ne cura la distribuzione o tramite Amazon, oppure scrivendo alla De Agostini all’indirizzo paola.castelli@deagostiniscuola.it.)

G.Polya “COME RISOLVERE I PROBLEMI DI MATEMATICA, Logica ed euristica nel metodo matematico”, UTET Università 2016

Questo volume, pubblicato per la prima volta nel 1945 con il titolo How to solve it (e tradotto in italiano solo nel 1967), rappresenta il primo tentativo sistematico importante di insegnare a risolvere problemi. L’autore sfrutta le proprie competenze ed esperienze di matematico per arrivare a individuare i processi mentali tipici del bravo solutore quando è di fronte a un problema. L’attenzione alle domande che il bravo solutore si pone in modo naturale lo portano a evidenziare una serie di strategie generali e potenti (euristiche) che possono aiutare chiunque si cimenti con la soluzione di problemi di matematica.

La significatività e la varietà degli esempi proposti contribuiscono a fare di quest’opera pionieristica un riferimento ancora attuale e d’obbligo per chi è interessato all’insegnamento della matematica.
http://www.utetuniversita.it/catalogo/scienze-umane-e-sociali/come-risolvere-i-problemi-di-matematica-3565

 

P. Maroscia, C. Toffalori, F.S. Tortoriello, G. Vincenzi (curatori), “MATEMATICA E LETTERATURA”, UTET Università 2016

Che ne sa dell’Inghilterra chi conosce soltanto l’Inghilterra? Questo si chiedeva un secolo fa lo scrittore britannico Rudyard Kipling, premio Nobel per la letteratura nel 1907. Allo stesso modo potremmo domandarci: che ne sa della matematica, o della letteratura, chi conosce soltanto la matematica, o la letteratura? O non è forse vero che la familiarità con l’una favorisce e arricchisce anche la comprensione dell’altra? E che al contrario la reciproca ignoranza penalizza entrambe? Un altro scrittore famoso come Edgar Allan Poe riteneva che il genio fosse la combinazione indissolubile di matematica e poesia, e numerosi altri autori hanno sottolineato il rapporto privilegiato tra la matematica e la letteratura. Allo studio di tali temi sono dedicati espressamente i capitoli di questo libro, nei quali vari matematici professionisti, appassionati di letteratura, analizzano le sorprendenti analogie e convergenze tra i due mondi, fornendo anche spunti concreti per ulteriori approfondimenti.
http://www.utetuniversita.it/catalogo/scienze/matematica-e-letteratura-3574

 

E. Castelnuovo, “PENTOLE, OMBRE, FORMICHE. IN VIAGGIO CON LA MATEMATICA”,(curatrice N. Lanciano), UTET Università, 2017 

Un libro rivolto a lettori di tutte le età, soprattutto a chi ha temuto di non capire la matematica e a chi ha avuto un incontro difficile con questa disciplina. Attraverso interrogativi che riguardano aspetti quotidiani e problemi rilevanti del reale, l’autrice conduce per mano nei ragionamenti e nell’uso degli strumenti matematici utili per affrontarli e attiva curiosità e stupore. Un libro che è testimone di un’epoca, gli anni Novanta del XX secolo, ma che ripresenta questioni attualissime e alcuni grandi temi della matematica, come l’infinito e gli infinitesimi, che da millenni sostengono l’interrogarsi di uomini e donne. Un libro attento al valore della storia della scienza negli aspetti del passato e delle radici, delle recenti conquiste del presente e aperto all’elaborazione e all’invenzione del futuro. Chi legge questo libro incontra, come è successo a tutti gli allievi di Emma Castelnuovo, un modo particolare di guardare la realtà. Un libro che si può leggere anche a partire dall’ultimo capitolo, secondo i propri gusti.
http://www.utetuniversita.it/catalogo/scienze/pentole-ombre-formiche-3592

 

U. Bottazzini, “IL FLAUTO DI HILBERT, Storia della matematica”, UTET Università, 2017 

Il matematico tedesco Hermann Weyl, allievo di David Hilbert e affascinato dalle sue lezioni sul concetto di numero, non esitò a paragonare il maestro al celebre pifferaio magico della fiaba: con l’irresistibile richiamo del dolce flauto, lo attirava nel profondo fiume della matematica. Un aneddoto che esprime il fascino «estetico» di una disciplina di cui l’autore ripercorre con rigore, chiarezza e competenza la storia più che secolare, dal nuovo calcolo infinitesimale di Leibniz e Newton fino all’età del computer. Come scriveva lo stesso Hilbert, vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, «nella storia di ogni teoria matematica si possono distinguere chiaramente tre fasi: quella formativa, quella formale e infine quella critica»; e proprio questa definizione suggerisce a Umberto Bottazzini la chiave interpretativa storica che dà anche il titolo a questo volume: perché, se la matematica attraversa fasi distinte, questo significa appunto che, in tempi diversi, si guarda ad essa con occhi diversi e inoltre che sono mutati il quadro teorico e la prospettiva in cui si colloca ogni teoria. L’autore, ha scritto Ludovico Geymonat, «ha saputo esporre in forma storica precisa non solo le grandi linee dell’articolato sviluppo della matematica dal Seicento a oggi, ma il contenuto tuttora valido dei teoremi via via presi in esame, il metodo con cui vennero dimostrati, e soprattutto il loro significato più profondo e l’influenza esercitata sulle successive ricerche».
http://www.utetuniversita.it/catalogo/scienze/il-flauto-di-hilbert-3602

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